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autonomia autoformazione artivismo
Controlli e Protocolli *seminario*

REBEL TACTICAL TOOLS

seminario con k. del gruppo Ippolita

Mercoledì ore 14:00 – Aula 210
@ Accademia di Belle arti di Brera via Marche 71, M3 fermata ZARA [istituto Zappa/BRERA]

quarto appuntamento del ciclo di autoformazione OPEN SOURCE E INDUSTRIA CREATIVA

temi trattati: protocolli . web . controllo . strumenti . ribellione tattica . autogestione

CONTROLLI E PROTOCOLLI: rebel tactical tools

locandinaIppolitaSenzaInterfacolta

I mondi virtuali sono sempre più controllati, proprio come i mondi reali. La paranoia securitaria preme perché ogni cittadino diventi un delatore consapevole, e felice di esserlo, sotto l’orecchio attento di Echelon. Il social networking, da Facebook in poi, corrisponde spesso a un pericoloso esercizio di auto-delazione personale e collettiva: chi sei, dove sei, cosa fai, chi sono i tuoi amici, quali i tuoi gusti, le tue idee (se ancora ne hai), ecc. I meccanismi della profilazione industriale accumulano profitti favolosi vendendo spazi pubblicitari ad hoc che costituiscono la realizzazione della sbandierata libertà del mercato: un gadget personalizzato su misura per ogni consumatore evoluto. Le libertà civili sono gravemente minacciate dal controllo del panottico tecnologico. Ma come funziona il controllo tecnologico? Soprattutto nascondendo agli occhi degli utenti i complessi meccanismi con cui le macchine si interfacciano fra loro e con gli esseri umani, ovvero i protocolli. I protocolli sono delle “strette di mano”, degli accordi di metodo per far transitare informazioni, presentarle, fruirle. I protocolli sono quelle sigle astruse come http, ftp, ssh, telnet… capire cosa c’è dietro, usarle come “occhiali” per situarsi rispetto alle tecnologie e’ una possibilita’ per sfuggire alla finta trasparenza della tecnocrazia. La webbizzazione del mondo promossa da “Google e gli altri” fa sembrare tutto uguale, equidistante. Mail, testi, immagini, chat: ogni strumento si usa attraverso un browser web, tutto sta nelle “cloud” di computer, delle nuvole di macchine e cavi che ci espropriano dei nostri stessi dati. E invece si possono immaginare diversi strumenti di ribellione tattica, per costruire mondi autogestiti per chi non vuole ne’ obbedire ne’ comandare.

Ippolita

Il gruppo di ricerca Ippolita si riunisce proprio attorno alla convinzione che attraverso lo scambio e il dialogo tra competenze e linguaggi diversi si possa trasformare la cosiddetta Rivoluzione Digitale in una materia utile per comprendere la contemporaneità, le sue anomalie e probabilmente anche il tempo a venire. La ricerca scientifica, la tradizione umanistica, le passioni politiche, il metodo femminista sono altrettanti linguaggi da usare in questa esplorazione. L’attività di Ippolita rivela che “mettere in comune” non basta, perché il livello di riflessione sulle tecnologie è ancora limitato e la cassetta degli attrezzi degli utenti ancora troppo rozza. È necessario assumere un’attitudine critica e curiosa, sviluppare competenze a livello soprattutto individuale, capire in quali modi si può interagire nei mondi digitali, mettere a punto strumenti adeguati ai propri obiettivi. La sfida è quella di moltiplicare gli spazi e le occasioni di autonomia senza cedere a facili entusiasmi, senza soccombere alla paranoia del controllo. Just for fun. La pratica comunitaria non è una ricetta capace di trasformare per incanto ogni novità tecnologica in un bene collettivo, non è sufficiente a scongiurare il dominio tecnocratico in nome di una grande democrazia elettronica. Si tratta di una visione fideistica del progresso, dimentica del valore delle scelte individuali. La sinergia fra i soggetti sulle reti, mondi vivi e in perenne mutazione, non è una banale somma delle parti in gioco, richiede passione, fiducia, creatività e una continua rinegoziazione di strumenti, metodi e obiettivi. Vincolare gli elementi più strettamente tecnici alle loro ricadute sociali è sicuramente il primo e arduo passaggio da compiere. Per questa ragione, il testo che avete tra le mani è integralmente scaricabile sotto una licenza copyleft.

ippolita.net